2023-01-30 15:15:00
Incontriamoci CISL

Ma cosa credete, che non veda il filo spinato, non veda i forni crematori, non veda il dominio della morte? Sì, ma vedo anche uno spicchio di cielo, e in questo spicchio di cielo che ho nel cuore io vedo libertà e bellezza. Non ci credete? Invece è così.
Questa affermazione della scrittrice olandese ebrea, Etty Hillesum, morta ad Auschwitz nel 1943, ci sollecita, da un lato, a richiamare alla nostra memoria lo sterminio degli ebrei, l’inferno dei campi di concentramento, le leggi razziali, le deportazioni, la prigionia, la morte e, dall’altro, ad essere protagonisti nella difesa della libertà conquistata.
Infatti mentre abbiamo il dovere di riconoscere che nel nostro passato si sono verificati eventi che hanno contraddetto i caratteri fondamentali della “civiltà”, di cui siamo fieri, abbiamo anche la responsabilità di essere coscienti del fatto che vi sono fenomeni di lunga durata sempre pronti a riemergere seppure in forme diverse: gli avvenimenti di questo nostro presente costituiscono, purtroppo, un’altra drammatica realtà.
Sempre Hetty Hillesum ci invita a tener presente che “la pace e la memoria saranno veramente possibili se ogni uomo, liberato dall’odio contro l’altro di qualunque razza o popolo saprà trasformarlo in qualcosa di diverso, forse, alla lunga in amore”.
Noi crediamo di non poter pretendere tanto ma, di certo, la solidarietà che metta ai margini l’indifferenza deve necessariamente essere assunta come un valore condiviso.
Pertanto ben vengano, come vuole l’articolo 2 della legge n° 2011 del 20 luglio 2000 “… cerimonie, iniziative, incontri e momenti comuni di narrazione dei fatti e di riflessione, in modo particolare nelle scuole di ogni ordine e grado, su quanto è accaduto al popolo ebraico e ai deportati militari e politici italiani nei campi nazisti in modo da conservare nel futuro dell'Italia la memoria di un tragico ed oscuro periodo della storia nel nostro Paese e in Europa, e affinché simili eventi non possano mai più accadere”, ma deve essere chiaro a tutti noi che la nostra “memoria” non può essere circoscritta al 27 gennaio.
Per questo, la scuola assume un ruolo centrale nella costruzione del patrimonio della “memoria”, e, quindi di quel patrimonio di valori che identificano la nostra umanità.
Chi, meglio della scuola, può educare alla responsabilizzazione condivisa?
Chi, se non la scuola, è più idoneo a cogliere le istanze presenti nella nostra società complessa e costruire un progetto educativo concepito come “spazio comune” che sappia salvaguardare identità, ricerche di senso, di attese di giustizia dentro una civile convivenza?


Per la Segreteria Cisl Scuola Bergamo

                                                                                        La Segretaria Generale

                                                                                                Paola Manzullo

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