2013-11-17 11:45:00

Il 19 novembre si terrà l’udienza pubblica della Corte Costituzionale relativa alla questione di illegittimità dell’art. 24 del decreto-legge 201/2011 che ha modificato la disciplina dei requisiti per l’accesso ai trattamenti pensionistici, fissando al 31 gennaio 2011 la data entro cui devono essere maturati i requisiti per chi voglia accedere alla pensione con le regole vigenti prima della riforma. 

 Per la Cisl Scuola si sarebbe dovuto riconoscere, ai lavoratori del settore, un termine diverso, quello del 31 agosto 2012, tenendo conto della peculiarità di un comparto cui è imposto il vincolo di un’unica data di cessazione del servizio, quella del 1° settembre. L’udienza della Corte è conseguente alla richiesta fatta dal giudice del Tribunale di Siena, chiamato a pronunciarsi su un ricorso, sostenuto dalla Cisl Scuola di Siena e patrocinato dall’avvocato Maurizio Riommi, di una docente che si era vista negare il diritto ad accedere al trattamento di pensione sulla base dei requisiti maturati entro il 31 agosto 2012.

Una modifica della legge Fornero che consenta di fare riferimento al 31 agosto 2012 (e non al 31 dicembre 2011) per il personale scolastico è una richiesta da tempo avanzata dalla Cisl Scuola, che ha sollecitato anche ripetuti tentativi di intervento in sede legislativa (da ultimo in relazione all’iter di conversione in legge del DL 104/2013), purtroppo mai andati a buon fine. Nel frattempo si è anche seguita la via del contenzioso, come nel caso in oggetto, puntando a soluzioni che non fossero limitate ai soli ricorrenti, ma si estendessero in termini generali: il fatto che il giudice abbia sollevato la questione di legittimità costituzionale va in questa direzione, perché un’auspicabile pronuncia di illegittimità della norma avrebbe appunto efficacia generalizzata. 

Categoria: